Ho sempre rimproverato, per 37 anni, mia madre di aver inficiato una normale crescita di DONNA negandomi dapprima il Dolce Forno, per poi recuperare sovraesponendomi alla presenza di Ciccio Bello. Tanto sovraesposta alla presenza di questo bambolotto che tutta la mia maternità s’è esaurita in quel periodo!! Ma c’è sempre una seconda occasione nella vita. E la mia seconda opportunità al Dolce Forno è arrivata con la Macchina del Pane. Fatto sta che dal supermercato esco con lo scatolone della macchina del pane, torno a casa trafelata, leggo velocemente le istruzioni base. Ok sono pronta!! Metto farina,acqua, lievito sale e con il ditino tremante pigio il tastino con il programma consigliato. Cazzo 3 ore e 25 minuti prima di assaporare il mio primo pane, ma va bene!! Nel frattempo mi mangio le mani, perché già sono le dieci di sera e fatti due calcoli sta cosa va per le lunghe, ma quale miglior modo di prender i ritmi di un vero fornaio, per la mia prima pagnotta?? Appena dato il via, con un senso di orgoglio, telefono a mia madre dicendole del mio acquisto e soprattutto di uscire finalmente dal tunnel del Dolce Forno, che ha condizionato tutta la mia vita. Passa la prima ora. L’impasto sta lì, mi sembra acquoso, ma ho seguito alla lettera la ricetta, chissà!! Il telefono amico suona, ora siamo in due a fare la VEGLIA al pane, ma spiegare a voce il miracolo LENTO, MOLTO LENTO che ho sotto gli occhi è soporifero per entrambi, alchè decidiamo di prendere a distanza un caffè. Due ore e un quarto. Ogni tanto la macchina da segni di vita. Dall’altra parte del telefono la voce amica mi chiede se ho letto le istruzioni o come al solito vado ad occhio!! Mi faccio grossa del mio alto senso di intuitività, la voce amica dall’altra parte del telefono non resiste e dice: “A beh, allora sì che siamo a posto!!” Per liberarmi la coscienza do un’occhiata un po’ meno superficiale e vado leggere la sezione in cui si parla della piccola mestola impastatrice. Toglierla prima della cottura!! Nooooooo!! Urlo di dolore!! La voce amica mi consola non prima del sermone dell’importanza di leggere le istruzioni!!
Tre ore. Ormai io e la voce amica stiamo raschiando il fondo arrivando alle barzellette da baretto di periferia!! DRINNNNNNN!! La macchina del pane mi segnala il termine di cottura. Sempre con il cellulare all’orecchio racconto passo passo ogni mio movimento e….porca miseria mi ustiono il pollice e l’indice per estrarre il cestello con il pane. Tolgo la pagnottella dopo essermi rassegnata che la paletta impastatrice ne trattiene tutto il fondo. Pagnottella segata a metà. “Assaggia….Assaggia” sento dire dalla voce amica!! Fa “SCHIFO“ rispondo dopo aver assaggiato un pezzetto è tutto molle, flaccido!! E’ l’una e mezza di notte. Sconsolata saluto la voce amica e vado a letto. Ho comprato una SOLA è il mio unico pensiero!! Ma poi grazie a Valeria ho scoperto un lievito la cui beatificazione è in corso ed il secondo tentativo ha avuto del prodigioso. La voce amica aggiornata del successo ha reagito così: “Mo’ fa come tutti quelli che fanno il pane da soli, che quando c’è qualche cena ti dicono “porto il pane”, sì ma il companatico chi lo mette??” Messaggio ricevuto!!
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Due Signore al supermercato davanti al banco della frutta e verdura!! Oh Singnora mia, non sa quanta gente ne soffre!! Un’ecatombe mi creda!! Ne cadono così tanti!! Si figuri che Luciano Onder a Medicina 33 ne parlava. Doveva vedere, mia cara Signora, un illustre luminare di scienza era lì con Onder e tutte e due cercavano di spiegare questa patologia. Ma lo sa, Signora mia, mi sono messa una paura a sentire tutti quei paroloni che ho chiamato mio figlio al telefono per chiedergli di spiegarmi, sa è uscito per un po’ con un’infermiera, si figuri che quando la portava a casa nostra lei non si toglieva il camice. Poverina il giorno che mio figlio le ha detto che un camice non fa un medico, ma anche un’infermiera lei l’ha mollato!! Beh ma tornando alla sindrome che le dicevo, Signora mia, il Luciano nazionale diceva che tutti possono essere portatori sani, ma solo in alcuni soggetti si manifesta!! Dio ce ne liberi e scampi quando si manifesta!! E’ una patologia che colpisce, indifferentemente, uomini e donne e provoca in questi soggetti degli atteggiamenti STRANI. Si figuri che queste persone pur di PASSARCI BENE, perché non si sa mai se in futuro poi dovessero aver bisogno, se ne inventano di tutti i colori. Signora mia, pensi che questi soggetti a forza di sparare balle, come un ragno che tesse una ragnatela, alla fine si soffocano da soli, perché non riescono più a tenere in piedi la fitta rete di stronzate che sparano agli amici!! Se c’è un vaccino?? Certo che sì, Signora mia!! Per fortuna che dalla medicina è arrivato il rimedio!! Quando ci si accorge che qualcuno vicino soffre della sindrome dell’uomo ragno, basta schiarire la voce e dire: VAFFANCULO!!
Mi scusi Signora mia, è arrivato il mio turno al banco: “Si vorrei un litro di sangue dalle rape!!”
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