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Suppongo che dopo la pubblicazione della ricerca statistica condotta dal Codacons, dei 37 milioni che le aziende perdono per quei due italiani su dieci che fanno sesso in ufficio stamattina sarà un po’ più difficile consumare la solita sveltina con cornetto!! Su 730 interpellati, il 23% ha confessato di "intrattenere esperienze sessuali" e il 15% di "avere rapporti duraturi", mentre il 7% ha sposato un collega e il 3% ha divorziato dal coniuge proprio a causa della relazione nata in ufficio. Il fenomeno è presente soprattutto nel Centro Italia, molto meno nel Nord e nel Sud del Paese. Ma la cosa sconvolgente è la scelta del luogo dove si consuma il fast sex. Il più gettonato è lo stanzino degli attrezzi per la pulizia, ma vanno forte anche gli ascensori e i terrazzi, specie se inagibili. E pensare che a giugno con la storia delle veline, letterine, donnette dello spettacolo, sembrava che l’Italia fosse diventata un paese di bigotti e bacchettoni della morale. Un grazie sentito a questa ricerca che ha messo in luce che anche le formiche, nel loro piccolo TROMBANO!! Sarebbe bello però mettere nelle aziende uno di questi segnali dell'artista sociologa Anna Scalfi:
magari qualcuna si ricorda di lavorare al posto di fare le pippe!!
Leggo tante stronzate su come il bisturi abbia migliorato molte regine del piccolo e grande o schermo, dal seno, al naso, passando per la liposuzioni, perlopiù, cazzate dette da persone che non hanno mai toccato da vicino la chirurgia estetica, per puro spirito di critica. Programmi televisivi relegati in seconda serata o da sdoganare dal satellite che parlano di bisturi, miracoli devastanti, 7 interventi in un’unica operazione per assomigliare disgustosamente a Barbie, come in America. Ma per tutta questa faciloneria, c’è anche un rovescio della medaglia. Vi racconto la mia storia. Nel 1992, dopo che per anni avevo scassato le palle ai miei a 22 anni mi dettero il permesso di rifarmi il naso. Il mio naso non aveva nessun problema in particolare, respiravo benissimo, mi piaceva però l’idea di averlo più alla francese. Così mia madre, armata di santa pazienza, iniziò a prendere contatti con chirurghi estetici che facevano questo tipo di operazione. Scartati alcuni, per i problemi che certi nasi avevano avuto nella fase post operatoria, chi era venuto storto, chi fischiava, chi aveva le narici a porcello, chi le aveva come due fessure da extra terreste, trovò il chirurgo senza macchia e senza infamia che operava in una clinica privata over the top!! Il chirurgo in questione mi visitò. Mi fece un po’ di domande per capire se fosse una voglia del momento o qualcosa che mi creasse disagio. Fu deciso il giorno dell’intervento. Una misera e generica analisi del sangue e una pre anestesia davano il via libera all’operazione. La sera prima dell’inverto ricevetti la visita del chirurgo il quale scartata l’ipotesi di una liposuzione, non avevo e non ho cellulite mi chiese se volevo ingrandire il seno tanto che andavo sotto i ferri. Lo ringraziai ma dissi che il naso bastava e di due bocce venusiane non sapevo che farmene . Nella sala operatoria della clinica OVER THE TOP al costo over the top c’ero io, il chirurgo, l’anestesista, un’infermiera e un carrellino porta ferri, nessun altro macchinario per la rianimazione nell’eventualità che ci fosse stata qualche complicanza operatoria. Praticamente un’operazione che poteva essere fatta anche dentro un bar, un ripostiglio per le scope, tanto era lontana l’idea di sala operatoria !!
Mia madre si incazzò come una bestia con il chirurgo per l’approssimazione di serietà professionale e lui ci mise anche di suo ledendomi un nervo della narice, che riprese a muoversi solo mesi dopo. Le rispose candidamente: “Signora non faccia la mamma!!” Nessuno mi disse però che ci avrei messo circa tre o quattro anni ad accettare la mia “nuova” faccia, uguale a prima, fortunatamente, ma con l’angoscia che mi segue da 14 anni di sbattere il naso e di vedermi a 90 anni con il naso all’insù alla francese, mentre tutto resto seguirà la forza di gravità!! Questo è il mio caso, traete le vostre conclusioni!!
Una delle cose che mi ha imposto mio marito da quando abitiamo insieme è la raccolta differenziata dei rifiuti, una vera rottura di balle se non fosse per quello scarso senso civico che a volte mi assale!! Un giorno tornando a casa trovai nel terrazzo della cucina 4 contenitori in plastica per rifiuti con delle lettere appiccicate sopra ai coperchi. Tutto contento mio marito mi si avvicinò e disse: “Bene, ora iniziamo la lezione, partendo dalla lettera C!!” “La C sta per….??” Risposi prontamente: “sta per CAZZO??” “No, non fare la scema come al tuo solito”, rispose lui: “sta per CARTA, e qui tu metterai solo carta!!”. La manfrina durò quindi per la plastica, il vetro fino ad arrivare ad un contenitore diverso dagli altri, più piccolo dove a caratteri cubitali aveva scritto U!! “U sta per UPUPA??” chiesi io, ricordando il gioco che si faceva sempre con le amiche da bambine: fiori, piante, città, nomi, professioni ecc…ecc….. NO, seccato mi rispose lui, U sta per UMIDO, qui ci dovrai mettere gli scarti organici della cucina!! I giorni passavano e vedevo in quella U una valvola di sicurezza dei miei esperimenti culinari, finiti male. Un mese fa, per caso, come successe anche per le scoperte scientifiche, appunto per caso, gettai una fettina di carne, che iniziava a dare segni inequivocabili di insofferenza, cominciando a fomentare una rivolta nel frigorifero coinvolgendo nella sommossa un pezzo di formaggio pecorino due pesche ed una carota. Con mia grande sorpresa giorni dopo dentro quel contenitore comparvero delle larve, che in poco tempo si trasformarono in piccoli bachi bianchi molto teneri nell’aspetto. Tutta euforica durante il pranzo costrinsi mio marito a sollevare il coperchio del contenitore dell’umido. Un fetore pazzesco si sprigionò nell’aria. “Guarda amore sono nati dei cuccioli!!”, lui rispose stando attento a non inalare il tanfo “Sono vermi, non cuccioli, tu, cara mia, guardi troppo CSI!!” Così ho fatto partecipi della “maternità inaspettata” amici e parenti, naturalemente quelli dallo stomaco forte!! Dico c’è gente che in casa tiene teche di vetro per formicai artificiali o termiti, quindi non mi è sembrato strano osservare l’evoluzione dei miei bacherozzi!! E così da bianchi e candidi giorno dopo giorno sono diventati GROSSI, NERI ed intraprendenti da uscire dal raccoglitore, tanto che…..l’altra sera, ore 2:30 durante un mio spuntino notturno, finito di ingozzarmi a piedi scalzi vado nella terrazza a buttare gli avanzi del piatto nel contenitore dell’umido. D’improvviso avverto sotto la pianta del piede un certo “umidiccio” e un suono sgradevole tipo CRACK!! Accendo la luce del terrazzo e……una distesa di vermi striscianti invade il pavimento ed io ne ho pestati involontariamente un bel po’.
Caccio un urlo agghiacciante che sveglia mio marito e che in brache di mutante viene a vedere cos’è successo. Con lo sguardo killer mi fissa e dice: “Forse è ora che ce ne liberiamo è da 15 giorni che te lo dico, è meglio che ti occupi solo della carta e della plastica, all’umido ci penso io!!”
Scrivere qualcosa di intelligente non è il mio ruolo, figurarsi poi il 18 di agosto!! Professioni. Mio marito, sfortuna mia, è medico e per qualche legge strana sono allergica ai dottori, l’ultimo medico che ho visto è stato del ‘92. Perché ho detto sfortuna mia?? Perché sono vent’anni che ci frequentiamo e da vent’anni, casualmente, la gente che sta intorno sta sempre male. E una volta un pedicello, un’altra volta il bambino dei vicini con le tonsille, e la signora due case più in là che ha la sciatica e che due coglioni no?? Se fossero suoi mutuati la cosa sarebbe normale, ma non lo sono. Così a forza di sentirlo, prima studiare e poi praticare la professione, piano piano azzardo qualche prognosi!! Già perché qualcuno, quando incappa su di me al telefono di casa, se non trova lui, mi racconta acciacchi e malesseri. La scusa che cerco di piazzare sempre è questa: “Sono sempre un dottore ma NON SONO UN MEDICO non c’entro niente con il giuramento di Ippocrate!!”, ma con certe persone sembra non attecchire per niente. Più volte ho proposto, soprattutto in presenza di alcuni soggetti, adattissimi a Molière di abilitare il telefono di casa nostra a telefono amico, oppure un’estemporanea lettura dei tarocchi o di divinazione delle viscere dei polli della Coop, tanto per intrattenere in modo alternativo. Nulla. E così capita di discutere su certe persone arroganti che confondono la cortesia e l’educazione con un quasi dovere chiamando sempre all’ora di cena, Natale, Pasqua e Capodanno poco importa. Chiamare il medico curante no?? Provare con la guardia medica di turno no?? E no, perché non sta bene chiamare di sera il medico di famiglia, magari con la sua famiglia sta facendo i cazzi suoi, la guardia medica farla scomodare per un pedicello pare brutto!! Ed ecco che allora entra in gioco il nostro numero di casa!! Ormai non rispondo più con “Pronto” ma direttamente: “Dica 33”!! Pare brutto che voglia cambiare numero di telefono?? A me no!!
Dedico questo post a tutti gli ipocondrici che hanno preso come rifugio peccatorum mio marito!!
In attesa di pubblicare il post di oggi: intervallo musicale!!
Storie di ordinaria follia!!
Come succedeva da 20 anni, ex Vita da Single si organizzava il Ferragosto con gli amici storici. Una cena fuori rappresentava quindi il punto di partenza e l’estrazione a sorte delle pietanze da preparare a casa per il picnic ferragostano. Per il quarto anno consecutivo alla donna veniva assegnata l’arista con patate, ma con la richiesta di farla poco condita perché l’ultima cucciolata delle amiche ancora era in fase di svezzamento. Con le ali tarpate ex Vita da Single in silenzio si accollava così, a malincuore, l’arista insipida!! Durante la cena vennero fuori i racconti e disgrazie delle vacanze e l'ultimo gossip capitato ad una delle amiche. “L’amica dall’assetto sportivo”, a causa del culo soggetto alla forza gravitazionale 4 volte superiore alla norma era stata “vittima consapevole” di telefonate da un “vero maschio”!! La storia ebbe inizio quando un tizio “un vero maschio” erroneamente caricò una scheda da 30 euro al cellulare dell’amica di ex Vita da Single, ma questo accadeva verso Natale. Accortosi dell’errore, il vero uomo dette inizio ad una serie di telefonate notturne alla donna, che la stessa notava ogni mattina dopo sotto la categoria: chiamate perse!! Lo raccontò al marito e lui le consigliò di mandargli un messaggio di ringraziamento, ma non la restituzione dei 30 euro!! Così a maggio (l’errore era avvenuto a dicembre) “L’amica dall’assetto sportivo”, mandava l’sms. Il vero uomo consapevole di essere stato un coglione a caricare il cellulare di un’altra persona prese la palla al balzo e nel primo sms che lui le inviò c’erano scritte le testuali parole, che ex Vita da Single lesse durante la cena: “io sono un vero uomo e te?” Cosa c’entrasse il vero uomo non lo sapremo mai, ma i due iniziarono una vera e propria corrispondenza di sms. Il marito di “L’amica dall’assetto sportivo” veniva quotidianamente aggiornato degli sms, cosa che apparentemente non lo infastidiva anche perché si rendeva conto che il povero cristo i suoi 30 euro in qualche modo li doveva pur ammortizzarli!! La coppia partì con i due figli per le vacanze e casualmente la loro spiaggia era solo ad un’ora dal vero uomo, che nel frattempo si era materializzato in un 33 enne di bell’aspetto, pessimo in italiano, Single, ma dalle mille qualità!! In uno degli sms il vero uomo sapendo di avere voce in capitolo, i 30 euro ancora non erano finiti, inviò un sms a “L’amica dall’assetto sportivo” prontamente rispose che era in macchina con marito e figli. Il vero uomo, non si scoraggiò. Esordì con un “Ciao bella”, da quel momento la mente della donna rimase in brodo di giuggiole per 40 minuti, che lei giustificò solo dopo con autoricaricarsi ricevendo telefonate. Nei quaranta minuti più volte il marito di “L’amica dall’assetto sportivo”, dette segni inconfutabili di insofferenza da terzo incomodo e gelosia poco latente sollecitato anche dai figli e sbagliando la seconda rotonda tirò giù un moccolo da spettinare tutta la famigliola. Il vero uomo ancora dall’altre parte del telefono udì l’imprecazione e si affrettò a salutare la donna con “ho sentito tuo marito!!” Poco dopo arrivò un sms sempre dal vero uomo con su scritto: “in bocca al lupo per tuo marito!!” Fu l’ultima volta che “L’amica dall’assetto sportivo” sentì il vero uomo!!